Le donne e il carcere, il documentario di La Puma
- Emilio Sturla Furno'

- 3 giorni fa
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di Emilio Sturla Furnò
18 marzo

Donne dietro le sbarre. Il palco dell’OFF/OFF Theatre, nel cuore della Capitale, diventa una porta virtuale per entrare all’interno di una casa circondariale femminile in occasione della proiezione del documentario “Le donne e il carcere - Un ponte tra dentro e fuori”.
L’incontro/dibattito prende spunto dal reportage sulla condizione delle donne in stato di detenzione realizzato dalla giornalista Lucilla La Puma, accompagnata dalla scrittrice e sceneggiatrice Camilla Costanzo, presidente dell’Associazione Maurizio Costanzo.
Il documentario vuole accendere una luce sulla donna in stato di detenzione: i tempi più intimi e privati, come il diritto alla maternità, i colloqui e gli incontri, l’affettività ma anche i problemi che riguardano la sicurezza.
Poi il sovraffollamento e il conseguente reinserimento nella società e nel mondo del lavoro. La natura salvifica del teatro sarà uno dei temi affrontati nel corso dell’incontro che si svolgerà in via Giulia. Il tema della pena non solo come condanna o periodo punitivo, ma soprattutto come elemento riabilitativo, sarà indagato come motivo di trasformazione sociale.
Tra gli ospiti dell’evento, Valentina Calderone, Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà, l’ex detenuta Bruna Arceri che ha scontato la sua pena nel carcere di Rebibbia, la regista Francesca Tricarico, ideatrice del progetto teatrale “Le Donne del Muro Alto”, l'imprenditore Marco Maria Marzio fondatore della compagnia Profile Palingen (www.palingen.it), che si occupa di sartoria sociale sostenibile e che ha creduto e offerto nuove possibilità di lavoro all'interno del carcere femminile di Pozzuoli.
Con loro anche Padre Lucio Boldrin, cappellano della sezione maschile nella casa circondariale di Rebibbia e Sabrina Rega, figlia di Cosimo Rega, ex ergastolano ormai scomparso e che grazie al teatro, ha compiuto un percorso di recupero e di rinascita con cui ha preso parte anche a progetti come “Cesare deve morire”, docufilm realizzato dai fratelli Taviani, vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino.
Tra i presenti anche l’avvocato penalista che ha preso parte alle riprese effettuate in Puglia, il legale Giuseppe Benvestito, seguito dalla psicologa clinica e volto Rai, Antonella Elena Rossi, poi Riccardo Arena di Radio Radicale.




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