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“Zenit”, nuovo piano da 6 milioni per l’accessibilità digitale e professionale

  • Immagine del redattore: Stefano Farinetti
    Stefano Farinetti
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il Fondo per la Repubblica Digitale apre un avviso dedicato a percorsi di formazione, autonomia e inserimento lavorativo rivolti a persone con disabilità e invalidità.



Prende il via “Zenit”, il nuovo intervento promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale, che mette a disposizione 6 milioni di euro per finanziare iniziative dedicate all’inclusione tecnologica, sociale e occupazionale delle persone con disabilità. Il progetto nasce grazie a un accordo siglato tra il Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale e il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, con l’obiettivo di favorire competenze digitali, indipendenza personale e accesso al mondo del lavoro per chi vive situazioni di fragilità.


Un gap tecnologico che pesa ancora


Le statistiche più recenti evidenziano un forte ritardo sul fronte delle competenze digitali. Secondo i dati Istat relativi al 2025, soltanto il 54,3% della popolazione italiana tra i 16 e i 74 anni possiede abilità digitali di base, una percentuale distante dal traguardo europeo fissato all’80% entro il 2030.


Le difficoltà aumentano ulteriormente per le persone con disabilità. Le rilevazioni Eurostat 2024 mostrano infatti che l’uso regolare di internet riguarda l’86% delle persone con disabilità, dato che scende al 78,2% nei casi di disabilità grave, contro il 93,5% registrato tra chi non presenta limitazioni. Anche il livello di istruzione resta inferiore rispetto alla media europea: solo il 23,9% delle persone con disabilità consegue un titolo universitario o equivalente, rispetto al 33,6% della popolazione generale. Una distanza che incide direttamente sulle opportunità professionali e sulla piena partecipazione alla vita economica e sociale.


A chi è destinato il progetto


Il bando “Zenit” è rivolto a persone tra i 16 e i 67 anni, sia occupate sia disoccupate o inattive. Possono beneficiare delle iniziative persone con disabilità fisiche, motorie, sensoriali, cognitive, psichiche o multiple, oltre a cittadini con invalidità civile, invalidità sul lavoro o appartenenti alle categorie protette.


Le candidature dovranno essere presentate da partenariati composti da almeno due e fino a un massimo di cinque realtà. Il ruolo di capofila potrà essere assunto esclusivamente da enti pubblici o organizzazioni non profit — come fondazioni, associazioni o enti del Terzo Settore — attivi da almeno due anni e con sede legale sul territorio italiano.


È prevista inoltre la partecipazione di soggetti privati a scopo di lucro, ma unicamente per contributi specialistici o percorsi di inserimento lavorativo. In ogni caso, tali partner non potranno superare il 30% del budget complessivo del progetto e non potranno trarre profitto diretto dall’iniziativa.

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