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“Uno sguardo su Don Nando”, la mostra diffusa per raccontare il fondatore dell’Opera, ma soprattutto il suo sguardo sul mondo e sull’umanità

  • Immagine del redattore: Emilio Sturla Furno'
    Emilio Sturla Furno'
  • 13 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

di Emilio Sturla Furnò


 

Ricordando Don Nando Negri ed il suo impegno attraverso una mostra che ne ripercorre la vita e l’Opera.  Uno sguardo su Don Nando, è il titolo dell’allestimento diffuso che il Villaggio del Ragazzo ha curato e dedicato al suo indimenticabile fondatore, a vent’anni dalla sua scomparsa (1920-2006).


Inaugurata con successo lo scorso 11 aprile presso il Teatro di Casa Charitas – evento di apertura realizzato in collaborazione con l’associazione Ommi de Ruinà – la mostra  non rientra nello standard dei progetti espositivi.


Uno sguardo su Don Nando – allestita nella città di Chiavari sulla Riviera Ligure di Levante dal 14 aprile al 10 maggio 2026 – rappresenta una vera a propria esperienza immersiva che invita il visitatore a ripercorrere le strade della vita e dell’opera di Don Nando, un uomo che ha saputo trasformare la concretezza in speranza, portando dignità e opportunità a chi era destinato all’ombra.


L’intento degli ideatori non è solo quello di celebrare il visionario e caparbio sacerdote, ma anche festeggiare i primi ottant’anni dalla nascita dell’istituzione educativa, socio-sanitaria ed assistenziale creata da Don Nando, un progetto che si sviluppa sul territorio attraverso una serie di sedi specializzate.


L’ente morale Villaggio del Ragazzo nacque, infatti, nel 1946 grazie dall’intuizione del giovane curato: il Paese, allora, si trovava usciva affaticato dal secondo conflitto mondiale e si rendeva necessario intervenire rapidamente a sostegno dei tanti bambini in povertà e orfani del dopoguerra.


Dalla disposizione di un primo centro per i ragazzi – Le Giannelline - Il progetto di Don Nando venne ufficializzato pochi anni dopo (1951) con il nome di Fondazione di Religione: Opera Diocesana Madonna dei Bambini – Villaggio del Ragazzo. Le prime due sedi vennero create a Chiavari e nella vicina Lavagna.


Attraverso documenti, oggetti personali e testimonianze – molte delle quali rese interattive con l’ausilio di Qr Code – il percorso espositivo racconta non solo la storia del tenace sacerdote, ma il suo modo di vedere il mondo: “Don Nando” - sottolienano dal Villaggio del Ragazzo -  “era capace di ascoltare ciò che non si dice, di accogliere ogni persona come unica e di trasformare ogni incontro in una possibilità di vita”.


Come ricorda il Presidente dell’Opera Villaggio del Ragazzo, Don Paolo Zanandreis: “La mostra non vuole essere un ricordo nostalgico e neppure un evento celebrativo, ma vuole condurre il visitatore a conoscere e sentire il cuore di don Nando che si esprime nella sua Opera e che rimane l'eredità e il motore ancora oggi”.


Quattro le sedi/simbolo in cui viene articolata e sottotitolata l’esposizione. Nell’ordine pensato dalla curatrice Sara Cerulli, si parte con Lo sguardo che nasce, prima tappa allestita presso la Parrocchia di San Giacomo di Rupinaro, luogo dove tutto iniziò, tra battesimo, preghiere e i primi passi di un cammino che porterà Don Nando Negri a diventare sacerdote, educatore e fondatore di un sogno concreto.


Lo sguardo che prega presso Società di Mutuo Soccorso Vittorio Leonardi è il secondo passaggio della mostra. Si tratta di uno spazio di raccoglimento e riflessione, dove la preghiera e la coscienza interiore guidavano le scelte quotidiane del sacerdote. L’allestimento è una ricostruzione della storia attraverso oggetti carichi di significato familiare e personale.


Si prosegue con la terza sede la Casa Charitas dove è stato allestito Lo sguardo che incontra. E’ il cuore pulsante dell’incontro con le persone: qui si percepisce la forza della presenza di Don Nando tra gli altri. Oggetti iconici come la Vespa, la panchina e mattoni simbolici raccontano la concretezza delle sue azioni, mentre uno specchio invita il visitatore a sentirsi parte del Villaggio.



Il percorso espositivo termina presso la sede della Società Economica di Chiavari con l’ultimo allestimento dal titolo Uno sguardo allo sguardo.


Qui lo spettatore vive un rovesciamento: non è più Don Nando a guardare, ma è il mondo che osserva l’eredità da lui lasciata.


Vengono presentate le realtà educative, formative e sociali nate dalla sua intuizione ed alcune opere d’arte che interpretano il suo sguardo attraverso occhi diversi.


Un invito a fermarsi, osservare e lasciarsi interrogare. La lezione di Don Nando, perfettamente riassunta nel motto “fare bene il bene”, continua a vivere nelle persone, nelle storie e nei luoghi che ha saputo generare, mostrando come un singolo sguardo possa trasformare vite e comuni

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