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Pericoli climaticI: uniti nell’azione

  • Immagine del redattore: Emilio Sturla Furno'
    Emilio Sturla Furno'
  • 29 gen 2025
  • Tempo di lettura: 2 min


di Emilio Sturla Furnò


 

Stagioni inverni sempre più calde. Condizioni climatiche che si ripetono da diversi anni e che dovrebbe farci riflettere. E, poi, innalzamento dei mari, un territorio sempre più franoso.


Anche l’inizio di quest’anno si registrano temperature record che neppure la categoria dei meteorologi riesce a prevedere.


Il mese di gennaio 2025 supera nuovamente le attese, arrivando ad essere il mese con le temperature più alte fino ad oggi registrate a livello globale (n.d.r. gennaio 2025 1,75 gradi in più in relazione alla temperatura media dell’epoca preindustriale – fonte Copernicus).


Riscontri su cui gli esperti del meteo sono costantemente allo studio.  


Già nel 2024 a causa del El Niño si era verificato un rilevante aumento delle temperature in tutto il mondo. In particolare, in Europa, il mese che sta per chiudersi si presenta il più caldo della media. Una condizione che ha interessato anche l’Italia con picchi mai visti.


E, nonostante i pericoli dietro l’angolo, l’emergenza non ha ancora fatto sorgere una vera e propria consapevolezza, una cultura verso l’ambiente, una necessità comune di intervenire, di affrontare l’emergenza, di orientarsi sempre di più verso l’applicazione delle cosiddette energie rinnovabili.  


Il sentimento di protezione verso l’ambiente in cui viviamo non è ancora diventato il primo obiettivo da raggiungere, pur sapendo che sono già a disposizione mezzi che – se potenziati – potrebbero incidere notevolmente non sono sul benessere dell’ambiente, ma anche sul sistema economico globale.


Dai mezzi di trasporto al comparto degli elettrodomestici, dagli imballaggi ai prodotti di detersione, dalla scelta di ridurre i consumi all’acquisto di prodotti a chilometro zero, fino alla spazzatura differenziata.


Non dobbiamo aspettare gli altri.  Anche dalle piccole cose possiamo trarre risultati, azioni e comportamenti per contrastare le malpratiche del passato.


Non dobbiamo sentirci soli in questa battaglia perché il cambiamento climatico siamo noi.


Sollevano i numeri in crescita legati alla consultazione di siti ben attrezzati in tema ambiente. Da Ecosia al sito del National geographic, da Legambiente a Plastic Free. I supporti sono diversi per essere informati e scegliere per il nostro futuro.

 

 

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