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“MANI BIANCHE” PER CANTARE

  • Immagine del redattore: Emilio Sturla Furno'
    Emilio Sturla Furno'
  • 14 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

 



IL coro LIS di Titta Arpe che abbatte le barriere


di Emilio Sturla Furnò


 

Note che diventano segni.  Musica da osservare con attenzione perché, ad ogni gesto, corrispondono parole e suoni. Canzoni che si trasformano in manifesti di inclusione grazie al progetto della vulcanica e visionaria mastra di musica Antonella Titta Arpe che nel 2008 ha fondato il Coro Mani Bianche Chiavari Liguria, preziosa iniziativa di sensibilizzazione ed attenzione verso la diversità attraverso l’incontro tra differenti modalità comunicative ed il mondo della disabilità uditiva.


La traduzione di brani musicali - sia versioni originali, che cover - nella Lingua dei Segni Italiana (LIS) è l’attività principale del coro diretto da Arpe: l’idea è quella di consentire alle bambine ed ai bambini di avvicinarsi ad una nuova lingua e diffondere, attraverso la musica, un messaggio concreto di accessibilità.


Quella musica che spesso escludeva diviene fruibile grazie al grande lavoro del gruppo formato da giovani e giovanissimi - dai 6 ai 18 anni - con e senza disabilità: un’opportunità di pregio pensata con lo scopo di creare uno spazio realmente inclusivo, dove ogni partecipante possa diventare parte integrante del gruppo, senza differenze, né distinzioni.

Un progetto che si associa ad un ricco programma di attività pensate da Titta Arpe per invitare a riflettere sulla necessità di avvicinare i più piccoli alla LIS, attraverso musica e gioco. Tra queste, Filastrocche a mani libere, iniziativa che coinvolge oltre dieci scuole elementari del Golfo Tigullio e che offre ai bambini la possibilità di vivere la musica senza barriere, attraverso un percorso coinvolgente fatto di segni, espressioni e condivisione.


“Sono cresciuta con una sorella sorda” – rivela Titta Arpe – “l’idea del coro mi è stata ispirata dal progetto venezuelano Manos Blancas che utilizza musica, movimento e Lingua dei Segni a scopo inclusivo. Il coro Mani Bianche si esibisce in forma sperimentale con la collaborazione di mio marito (n.d.r. Fabrizio Pagliettini cantautore e marito della fondatrice), di nostro figlio Nicolò - che ha intrapreso la strada del canto fin da bambino - e alcuni amici, sia udenti che sordi. E’ un progetto aperto a chiunque lo desideri, senza limiti di età”.


Da quasi vent’anni il coro ha acquisito un’identità sempre più forte, avvalendosi anche della collaborazione di altre due educatrici e LIS performer, Noemi Zerbone e Jenny Costa.

Non mancano collaborazioni con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Chiavari – della quale Noemi Zerbone è attualmente Presidente - e Nicolò Pagliettini, Presidente Regionale, e con la Comunità Sorda del Tigullio. Nel 2018 il Coro affianca il giovanissimo Iacopo Cioni al Concorso La Lanterna d’Oro nel brano “Si dice Così” scritto da Fabrizio Pagliettini e Luca Scherani, arrivando al terzo posto con un Videoclip ufficiale diretto da Marco Lui.


L’instancabile Titta Arpe – assieme a Jenny Costa e Noemi Zerbone - organizza laboratori di Canzoni in LIS nelle scuole e sul territorio Ligure e incontri di sensibilizzazione a sordità, ipovisione, cecità e disabilità in generale. Il Coro Mani Bianche sarà ospite alla presentazione del cartone animato inclusivo di Rai Kids “Lampadino e Caramella nel Magiregno degli Zampa” in occasione di un evento realizzato in collaborazione tra l’Istituto Scolastico Comprensivo G.B. Della Torre di Chiavari e la Produzione Animundi, con il patrocinio del Comune di Chiavari.

 

“La LIS Lingua dei Segni Italiana è una Lingua che sfrutta il canale visivo-gestuale” – spiega Arpe – “Viene utilizzata generalmente da persone sorde come mezzo spontaneo di comunicazione, oltre a lettura labiale e lingua scritta. La LIS, come tutte le lingue, ha una struttura complessa: grammatica, sintassi, morfologia e via dicendo. Tuttavia, la sua caratteristica visiva ci permette di utilizzare e adattare alcuni Segni semplici a contesti ludico-educativi stimolando l’espressione gestuale-corporea, la coordinazione dei movimenti del corpo e la creatività non solo in bambini sordi, ma anche in bambini udenti, sia normodotati che con disabilità più o meno gravi.


La musica per gli udenti è un momento di aggregazione, condivisione, divertimento. Tradurre canzoni in LIS significa trasformarle in coreografia e musica per gli occhi, permettendo a bimbi, ragazzi, sordi ed udenti di condividere queste emozioni. L'obiettivo è promuovere la LIS, la musica, l’integrazione, la libertà di espressione di ogni individuo e di sensibilizzare il pubblico e i propri coristi sul tema della disabilità e sul rispetto dell’altro da sé”.

 

 

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