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“LA VITA TRA LE MANI”, IL DOCUFILM DI ANNA CARLUCCI SUL PROF. FRIGIOLA CHE HA SALVATO MIGLIAIAI DI BAMBINI IN TUTTO IL MONDO

  • Immagine del redattore: Emilio Sturla Furno'
    Emilio Sturla Furno'
  • 4 nov 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

novembre 2024

 

 

di Emilio Sturla Furnò


 

Ci sono storie di persone che meritano di essere raccontate. Come quella di Alessandro Frigiola, luminare mondiale della Cardiochirurgia Pediatrica che ha speso la sua vita per dare una speranza a tantissimi bambini. L’operato del cardiologo per salvare il cuore dei bambini è protagonista del docufilm di Anna Carlucci dal titolo La vita tra le mani, da lei scritto, diretto e prodotto per Aurelia Productions. 


Il docufilm è stato presentato in anteprima nazionale a Roma, il 6 novembre presso la Sala Andromeda del Leon’s Place Hotel di fronte ad un folto pubblico di giornalisti e volti noti della Cultura, della TV e delle Istituzioni.

 

Il trailer ufficiale del docufilm di Carlucci si apre proprio con le parole del cardiologo “Più vite salvo, più valore ha la mia vita” – afferma l’ottantaduenne medico - “Una domanda ha cominciato a rovinarmi le notti: si può lasciar morire un piccolo che potrebbe essere salvato?”.


Anna Carlucci che ha saputo ricostruito, attraverso testimonianze e filmati, la storia dell’inarrestabile Dottor Frigiola, pioniere della cardiochirurgia pediatrica in un’epoca in cui le cardiopatie congenite erano considerate non operabili.


 

Grazie al suo carisma ed alla sua umiltà, Frigiola ha saputo catalizzare attorno a sé un team di persone che, da oltre trent’anni, gli è accanto. Il progetto del cardiologo è stato pienamente sposato dal suo gruppo, un un progetto umanitario di cooperazione internazionale dal valore incredibile per sostenere paesi disagiati.  

 

Quattro le strutture ospedaliere di grandi dimensioni costruite negli anni. Al lavoro, si aggiunge la un costante necessità di dover ristrutturazione e costruzione di terapie intensive. E, poi, l’opportunità di borse di studio per i giovani.


Numeri che fanno riflettere: più di 20.000 in tutto il mondo i bambini con il “cuore rovesciato” che – grazie all’intervento - hanno potuto sperare nel futuro. Per non parlare delle quattrocento missioni compiute da Frigliola in tutto il mondo, riassunte nel prodotto audiovisivo attraverso filmati di interventi e toccanti testimonianze di colleghi, amici e pazienti.


Attualmente Frigliola è al timone di un innovativo progetto legato alla formazione dei giovani cardiochirurghi italiani e dei paesi emergenti.

 

Per la regista, il docu rappresenta un omaggio dovuto verso un medico che ha svolto, e continua a svolgere, un lavoro che va ben oltre la cura e la salvezza degli individui. Una narrazione corale sulla straordinarietà dell’uomo e del medico


 

“I suoi studi e il suo infaticabile lavoro sono stati determinanti per passare da una mortalità del 70%, negli anni ’70, al 4% di oggi” – ricorda Carlucci


“Non tutti hanno la sorte di nascere nella parte fortunata del Pianeta; nel corso di tutta la sua intera carriera questo grande medico non ha mai perso di vista l’obbiettivo di colmare tale ingiustizia impegnandosi anche in un instancabile percorso filantropico”.

 

Il docufilm è sottotitolato in lingua inglese e dura di 52 minuti. Carlucci ha raccolto materiali fotografici e filmati selezionati presso l’Archivio Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, mentre il montaggio è a cura di Pasquale Mattia Gelorini.

 

“Il sorriso di una madre quando un figlio viene restituito alla vita” – evidenzia Anna Carlucci – “è l’appagamento più importante per Frigiola che ha, senza ogni dubbio, un grande talento nelle mani. Ma come lui stesso dice, è uno strumento nelle mani di Dio”.

 

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