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IO ERO, SONO, SARÒ: LA MOSTRA PER CELEBRARE LA VITA

  • Immagine del redattore: Emilio Sturla Furno'
    Emilio Sturla Furno'
  • 23 set 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

Di Emilio Sturla Furnò


 


E’ un termine che ancora molte persone non riescono a pronunciare.


Una paura che stenta a svanire perché legata all’incertezza, seppur oggi le terapie per combattere il “cancro” siano andate davvero molto avanti.


Il progetto fotografico della filosofa e documentarista Silvia Amodio rappresenta un racconto parallelo di chi convive con la malattia, di chi ce l’ha fatta. Un’opportunità per sottolineare l’importanza di un concetto basilare: non siamo soli.

 

Ogni scatto esposto nella mostra Io ero, sono e sarò racconta una storia a sé, ma non isolata, poiché connessa ad altre storie. Ma, soprattutto, una storia vera.


L’esposizione ideata da Amodio è un coro di voci, anzi, di sguardi sereni; un’elencazione di testimonianze catturate in una gallery fotografica - una cinquantina sono le foto in mostra - presenze silenziose ed allo stesso tempo, capaci di gridare la loro vittoria.

 

Il progetto presentato per la prima volta nel 2017 ad Ibiza e, poi, a Milano nel 2018, arriva a Palazzo La Loggia di Brescia dal 24 settembre al 3 ottobre per proseguire a Palazzo Pincini Carlotti di Garda dall’11 ottobre fino a fine mese.

 

Storie di donne – e un uomo - in uno scatto pieno di luce e serenità. Immagini catturate per essere figure di riferimento per il fatto che hanno saputo percorrere il binario parallelo della lotta contro il tumore e, oggi, sono in consapevoli che la loro testimonianza rappresenti un’opportunità per non mollare, una voce a sostegno di chi si trova ad affrontare una battaglia d combattere e vincere.


Corpi protetti da un leggero velo bianco che, da un lato, consente di intravedere le cicatrici, dall’altro si fa scudo impenetrabile contro il male.


L’esperienza di chi ha lottato e vinto è simbolo di una nuova forza ed un invito ad avere cura di sé.

 

Una mostra, questa, che celebra la vita e porta ad una riflessione. Amodio è da sempre impegnata su tematiche delicate creata la condizione perfetta per raccontare la vita vera: c’è chi si è trovata di nuovo a combattere, chi se ne è andata.


C’è la mamma che ha scoperto il tumore grazie al figlio piccolo, la giovane che da infermiera a paziente, chi ha avuto la diagnosi di tumore a pochi giorni dalle nozze.


Come la storia di Lucia G. che non si è arresa ed ha sconfitto un tumore aggressivo diagnosticato nel 2013 ed oggi è impegnata nell’associazionismo per la prevenzione: “Mai avere una visione negativa.


Non bisogna mai arrendersi perché la vita è bella. Anche se le problematiche sono sempre in agguato, sono felice di esserci”.

 

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