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Il SANGUE DELLE DONNE, IL LIBRO

  • Immagine del redattore: Emilio Sturla Furno'
    Emilio Sturla Furno'
  • 1 mar 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

RIFLESSIONE SU STORIE DI FEMMINICIDIO


di Emilio Sturla Furnò


01/03/2024

 


Storie drammatiche che potevano essere evitate raccontate in un libro, Il sangue delle donne, di Adriana Pannitteri e Valerio de Gioia, edito da Vallecchi, presentato a Roma presso gli eleganti spazi della libreria Spazio Sette, un punto di incontro prezioso nel cuore della Capitale. 


Assieme agli autori, erano presenti all’incontro organizzato da Mariano SabatiniSilvia Costa ed il cantautore Edoardo De Angelis che ha eseguito accompagnato alla chitarra alcuni brani, tra cui Lella che racconta la storia di un femminicidio.

 

Il numero dei femminicidi supera, ogni anno, le vittime della mafia, hanno ricordato gli autori. “Un confronto tra reati che appare paradossale” – ha sottolineato Pannitteri


Negli ultimi anni abbiamo acquisito una consapevolezza: troppe donne muoiono per mano dei loro compagni. Ne abbiamo parlano in molti servizi in tv e queste notizie sono costantemente presenti”.


Adriana Pannitteri - che dopo oltre vent’anni al Tg1, cura e conduce da quest’anno il Tg2 Storie, la rubrica di approfondimento della testata con una vesta tutta rinnovata – ha seguito come inviata numerosi casi di femminicidio. 

 

Chi si salva ha sul proprio corpo ferite profonde e devastanti, reclama giustizia e lotta perché non ci siano altre vittime.


Le leggi, come il Codice Rosso, hanno posto al centro della politica e dell'opinione pubblica il tema, ma sono ancora troppi i nodi scoperti.


I media parlano ogni volta dell'ennesimo femminicidio e quel termine, ennesimo, è entrato nel lessico - per paradosso - fino a diventare una abitudine alla quale rischiamo di rassegnarci.


Storie drammatiche che talvolta potevano essere evitate.


La denuncia non basta e lo testimoniano i figli doppiamente orfani di queste donne. Che cosa è mancato? Che cosa dobbiamo cambiare?


Come vincere la rassegnazione? Come non lasciare sole queste persone superando burocrazie e indifferenza delle istituzioni? Un filo rosso unisce questi incontri e queste tragedie.

 

L’occasione della presentazione ha aperto un dibattito che ha coinvolto il pubblico con domande ed interventi dalla platea.


Tra gli ospiti erano presenti: le psicoterapeute Maddalena Cialdella e Irene Bozzi, l’attrice Francesca Ceci, le giornaliste Chiara Lico, Stefania Giacomini, Irene Mandelli, l’imprenditrice Marina Piana.

 

"Passione e curiosità sono caratteristiche in cui mi riconosco.


Per questo, la messa in onda della rubrica del Tg2 in una fascia oraria, senza dubbio, difficile (23.45 del sabato) in concomitanza, per altro, con programmi importanti e molto seguiti dal pubblico, non mi preoccupa.


Il mio obiettivo è quello di raccogliere e raccontare storie della vita quotidiana, non solo di personaggi conosciuti, ma, anche, di persone comuni che, spesso, hanno moltissimo da offrire.


La novità rispetto alle passate edizioni del Tg2 Storie è quella di aver inserito una parte in studio con ospiti che si alternano su temi di cronaca ed argomenti più leggeri.


E' una sfida che affronto verso la fine della mia carriera e desidero vivere anche con leggerezza. Mi dicono spesso che sono un po' troppo sincera e meticolosa.


Probabilmente è vero. E, talvolta, troppo assertiva. Tutte caratteristiche che, di solito, non funzionano. 


Ma posso dire che dal punto di vista della narrazione televisiva, ogni esperienza è stata per me fondamentale. L' obiettivo è sempre raccontare la vita quotidiana e le persone.  Talvolta noi giornalisti dobbiamo fare un passo indietro e osservare”.

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