“GOMITOLOROSA”, L’INTRECCIO SOLIDALE
- Emilio Sturla Furno'

- 4 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Articolo MPS.ORG
Maggio 2026
di Emilio Sturla Furnò

Lavoro a maglia che diventa terapia. Intrecci di lana e filo che prendono forma per lanciare messaggi di solidarietà. Manufatti colorati dal design romantico che rappresentano tenacia e resilienza a sostengo di campagne di sensibilizzazione su tematiche legate alla salute ed al sociale: dal cappellino verde per la salute mentale, a quello lilla per i disturbi della nutrizione e alimentazione, dalle babbucce color argento per gli anziani, alla sciarpa rossa per HIV.
Fili apparentemente poveri che si trasformano in accessori fatti a mano dal prezioso significato che invitano a riflettere, come il bracciale rosa per il tumore al seno, la borsa magenta per il tumore della cervice uterina, il basco ottanio per il tumore ovarico, i guanti arancioni per la sclerosi multipla, la sciarpa viola per il tumore al pancreas e così via.
Il senso è chiaro: un filo da solo non riesce a fare la differenza, ma solamente se unito ad altri. La mission di Gomitolorosa - Ente Filantropico nato nel 2012 con l’obiettivo di promuovere il lavoro a maglia come attività di benessere per pazienti impegnati in cure mediche – è proprio questa: la lana e gli altri materiali utilizzati sono frutto di un recupero per sottolineare anche la necessità di agire nel rispetto dell’ambiente.
Parole d’ordine: condivisione e socializzazione. Concetti su cui si basa l’azione costante di Gomitolorosa, un progetto ideato dal dott. Alberto Costa, medico oncologo riconosciuto a livello internazionale per il suo contributo all’avanzamento della cura dei tumori al seno, per le idee innovative nel campo della comunicazione scientifica e dell’insegnamento ai medici e per l’innalzamento degli standard delle cure mediche.
Il lavoro a maglia presso strutture ospedaliere può rappresentare, quindi, un efficace strumento per ridurre ansia e tensione nei pazienti che si trovano ricoverati, soprattutto quelli oncologici. Un percorso che si svolge in sinergia assieme ad associazioni e gruppi impegnati nella promozione e nella realizzazione di progetti con finalità di solidarietà sociale, utilizzando gomitoli prodotti con lana italiana in sovrapproduzione.
“Sferruzzare” all’interno dei reparti di oncologia degli ospedali italiani diviene, così, un’attività utile con benefici inaspettati, sia a livello fisico, che psichico. Una second chance anche per le lane utilizzate, poiché salvate dallo smaltimento in quanto inserite nella categoria “rifiuto speciale” definita dalle normative comunitarie.
Viene fornito un apposito kit per lavorare a maglia quando ci si trova ad attendere il proprio turno terapeutico: dai ferri, ai gomitoli con cui lavorare prima di iniziare la chemio– radioterapia o nel tempo di attesa della visita. Il tempo passa più rapidamente e la concentrazione è sulla maglia, non sulla malattia. Reparti oncologici – e non solo - dove sottoporsi ad una sorta di percorso terapeutico collaterale, la lanaterapia. Un’operazione che sta dando risultati anche su persone affette da differenti patologie, come Alzheimer e Sclerosi Multipla. L’attenzione ferma sul lavoro a maglia si è già dimostrata efficace: il paziente si sente motivato a portare a termine il manufatto attraverso movimenti che costringono a rimanere concentrati su lana e ferri, con l’ulteriore effetto di ridurre la percezione del dolore.
Tante le persone volontarie – non solo donne – che accanto a Gomitolorosa sostengono i suoi progetti. Un “intreccio” di solidarietà per stare vicino anche a quei genitori che affrontano nascite premature, attraverso la creazione di copertine che vengono donate o vendute per raccolte fondi.
E, poi, il vivace mercatino solidale presente sul sito ufficiale dove poter acquistare manufatti e sostenere i Gomitolorosa (https://www.gomitolorosa.org).




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