GIOVANI E SOCIAL MEDIA: TIK TOK, PASSAGGIO A RISCHIO PER SEX CHALLENGE
- Emilio Sturla Furno'

- 4 set 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Settembre 2024
di Emilio Sturla Furnò

L’hanno chiamata Sex Challenge e già dilaga sui social network coinvolgendo giovanissimi ragazzi e ragazze.
Una sorta di roulette russa che parte da un invito pericoloso: un incontro di sesso che viene spedito su una chat privata pronto trasformarsi rapidamente in porta di accesso al gruppo di incontri presso abitazioni e parchi lontano da occhi indiscreti.
Un pericolo che cresce per il fatto l’invito è quello di fare sesso in modo completo e, soprattutto, non protetto.
Una sfida che è riuscita ad attirare nella rete già diversi giovani e giovanissimi inconsapevoli dei pericoli di trasmissioni di malattie. Ma non solo: per le ragazze, si aggiunge il rischio di rimanere incinta. Si vince o si perde, ma in verità, si perde sempre.
Ecco che i Social Media si trasformano i messaggeri di sesso non protetto e quel che è peggio, l’invio ai minori è quello di incontrare non solo coetanei, ma anche adulti sconosciuti.
Una situazione che diventa maggiormente grave quando nei gruppi vengono invitate anche persone sieropositive.
Il macabro montepremi si esprime attraverso l’invito a rivelare il risultato del test di gravidanza.
E’ già avvenuto ad alcune ragazze americane che hanno pubblicato il test di gravidanza su Tik Tok.
“Sfide assurde riferite a minorenni che non sono totalmente liberi di riflettere e decidere in maniera consapevole” – afferma l’avvocato Maria Luisa Missiaggia, titolare dello Studio Legale Missiaggia & Partners di Roma ed esperta di diritto di famiglia
“Prevale il desiderio di essere notati e, per questo, si accetta qualsiasi tipo di sfida. Le famiglie, in generale, sono sempre più spesso prese da altri impegni ed assenti.
Padri e madri incapaci di cogliere quei segnali pericolosi che esprimono mancanze e disagi”.
In attesa di un rapido ed efficace intervento delle Istituzioni, nonché un inasprimento dei controlli interni nelle piattaforme che divulgano questo genere di sfide
“Occorre sottolineare” – ricorda l’avvocato – “che le piattaforme commettono un reato perché la diffusione di materiale video di espliciti contenuti legati a sesso con minori si configura reato ex art. 600 ter del Codice Penale.
Rare le sanzioni ed i risarcimenti da parte di colossi del web. Utili gli incontri di informazione e prevenzione attraverso incontri presso istituti scolastici per insegnare agli studenti un rapporto corretto con i social media.
Seppur piattaforme come Facebook ed Instagram blocchino i contenuti espliciti, l’insidia riesce, comunque, a passare attraverso altri canali come Telegram, senza ostacoli e controlli”.
Il revenge porn – ossia la diffusione di foto e video hard senza il consenso di chi viene rappresentato – rappresenta già da tempo un illecito recentemente imputato a nomi illustri del mondo del web.
“Una piattaforma come Telegram non si mette ancora a disposizione per collaborare con la Polizia Postale, né condivide i riferimenti di chi usufruisce di materiali pedopornografici, rallenta ed è di ostacolo.
Per il reato di detenzione di materiale pedopornografico ex art. 600 quater del Codice Penale è stata emessa recentemente una sentenza da parte della Corte di Cassazione” - chiarisce Missiaggia
“è la numero 36572 del 2023 per cui il far parte di gruppi Telegram dediti a divulgazione di questo tipo di materiali costituisce reato di detenzione.
Ciò vale anche se l’utente ha materialmente scaricato i materiali. Va ricordato che un minore difficilmente riesce a rendersi conto dei rischi.
Per questo la prevenzione è fondamentale. E sono necessarie pene più severe, prima di tutto nei confronti di quei network che non rispettano il regolamento europeo che modera i contenuti pubblicati e divulgati sulle piattaforme digitali, anche riguardo alla tutela dei minori di età”.




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