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COMMENTARIUS, IL LIBRO DI MASSIMO DI CAVE DOVE ARTE E TECNICA DIVENTANO SENTIMENTO

  • Immagine del redattore: Stefano Farinetti
    Stefano Farinetti
  • 2 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 5 giorni fa


 

di Stefano Farinetti



 

L’arte e la tecnica di costruire gli edifici. Questa la definizione più semplice del termine Architettura. Ma gli effetti di questa disciplina vanno ben al di là della funzione abitativa.


L’effetto dell’architettura, che Massimo Di Cave – architetto ed artista di fama internazionale – definisce invenzione e in quanto invenzione è arte, si manifesta anche sulla sfera emotiva con notevole impatto sul benessere interiore e l’umore. Fine modulo Attraverso la neuroarchitettura, ad esempio, si studiano le neurologiche all’interno degli spazi, esaminando sensazioni di calma, gioia o stimolazione.  


All’interno di ambienti ben progettati, dove la luce ed i colori convivono in armonia, gli effetti benefici sono evidenti: dalla riduzione dello stress al miglioramento dell'umore. In molti casi, l'ansia scompare e cresce la sensazione di tranquillità.


La stessa scelta dei materiali è foriera di benessere: la scelta di inserire negli ambienti piante, acqua, luce solare, materiali naturali è vincente per creare un rapporto stretto con l’ambientazione.


Le emozioni si manifestano maggiormente quando forme, colori e materiali si amalgamano perfettamente, personalità e compensa le mancanze del mondo esterno.

Il concetto sempre più studiato di empatia degli spazi rappresenta un vero e proprio traguardo per gli architetti, sempre più orientati a progettare spazi che stimolano il benessere interiore, la serenità, la gioia e la qualità della vita di chi li abita.


L'architettura, in qualche modo, è quella disciplina che non solo crea spazi utili e funzionali, ma angoli capaci di suscitare commozione.

 

Commentarius - il libro prodotto da Coeva.it in cui Massimo Di Cave racchiude questi elementi e tanti altri -  viene presentato a Roma  venerdì 10 aprile 2026 alle ore 17.30 presso gli spazi della Biblioteca Angelica - Piazza Sant’Agostino ; partecipano all’incontro la ricercatrice Valentina Fabiani, l’architetto Domenico Lillo con Coeva e l’architetto Pio Daniele Mizzau.

 

Di Cave, mette nero su bianco il racconto del suo percorso professionale, di architetto condotto ed artista. Si parte dall tradizione letteraria della memorialistica privata che affonda le radici nella Roma antica in cui l’architetto racconta in chiave moderna l’esperienza del progetto in architettura, del cantiere, della fede, della spiritualità, dell’arte e di tutto quel mondo autentico, pieno di segreti di cui nessuno parla. Il libro - a tiratura limitata, con copie numerate ed autografate - è disponibile nella Biblioteca per l’intera giornata dell’evento.

 

“Qualche anno fa – sottolinea DI Cave - sono stato invitato dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia, alla cerimonia per la consegna del mio attestato, che si è tenuto presso la sala centrale della Casa dell'Architettura, per la celebrazione dei miei 40 anni di iscrizione a questo Ordine.


Ricordo, i primi passi, l'esperienza in quel famoso Liceo romano all'avanguardia e progressista, lo straordinario percorso alla facoltà di Architettura adagiata nei luoghi più belli di Roma, la Facoltà di Psicologia appena sfiorata, (una brevissima esperienza) poi il temibile esame di stato per esercitare la professione”.

 

Tanti i progetti di Di Cave realizzati in tutto il mondo, dalla sede di un teatro, a casali, ville e case di lusso in Italia ed all’Estero, dagli Stati Uniti alla Francia.

 

Con il suo libro, il Di Cave di oggi riassume e racchiude tra le pagine una serie di riflessioni: “Che cosa rappresenta per noi la casa?


Ci deve rappresentare? Deve essere il nostro rifugio? Deve essere il nostro sogno? Deve essere lo spazio dell'accoglienza, dell'incontro, adatto a ricevere gli amici più cari? Cosa vogliamo da uno spazio abitativo?


Le esigenze familiari, lavorative e culturali sono sicuramente importanti. Certo, in questi momenti così complicati, la casa ci deve proteggere, cullare, coccolare, vivere con gli affetti più cari e con gli amici in sintonia con la natura”.

 

Allievo indiretto di Le Corbusier - di cui condivide il concetto che l'Architettura serve per commuovere, Di Cave sottolinea nel suo libro che “questo mestiere (l’architetto) non è una professione”.


L’artista, per l’autore, deve mantenersi “uomo libero di volare in alto, alla ricerca della bellezza, dello spazio, dell'armonia, del tempo a disposizione, che difende come la cosa più importante e necessaria per attraversare l'esperienza terrena come essere spirituale, preparandosi (quando sarà il suo tempo) a percorrere orizzonti senza fine”.

 

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