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COME IL PRIMO GIORNO: UNA FAVOLA TRATTA DA UNA STORIA VERA

  • Immagine del redattore: Emilio Sturla Furno'
    Emilio Sturla Furno'
  • 20 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Aprile 2026

 

di Emilio Sturla Furnò


 

Il vero amore, quello che supera i limiti, i propri e quelli della società. Un amore che non tutti siamo davvero capaci di comprendere fino in fondo. L’invito di Marianna Scarangella – scrittrice e docente di Filosofia e Storia presso il Liceo Scientifico Scacchi di Bari - è quello di conoscere il vero amore e lo fa attraverso il suo libro “Come il primo giorno” (Ed. Giazira scritture), un progetto letterario nato dalla necessità di narrare una storia vera, che, poi, è come una favola.


L’autrice indaga proprio sul senso dell’amore portando il lettore ad entrare nel mondo di Michele e Piera. Un viaggio nella profondità dei sentimenti con cui Scarangella riesce ad andare oltre il mero racconto biografico di due persone che provano un sentimento l’un l’altro e che vivono la loro quotidianità un sentimento.

 

Pagine da leggere tutte d’un fiato sul sentimento autentico di due ragazzi, due persone “qualunque” nella “straordinaria semplicità dell’esistenza”, così come afferma l’autrice. Una coppia di giovani che si vogliono bene e che condividono le stessa passioni. Una storia come tante altre, se non fosse per una particolarità che li accomuna: la Sindrome di Down.

 

Il libro ci permette di comprendere che i limiti non esistono. La storia di Michele e Piera garantisce al lettore l’opportunità di acquisire nuovi occhi di fronte ad una condizione “anomala” grazie ad un nuovo approfondimento sull’amore, quello che comprende tutto, anche le difficoltà e che aiuta a superarle. “Come il primo giorno” rappresenta, in qualche modo, un manifesto sull’unicità.


La scrittrice descrive i protagonisti con lo sguardo attento e puntuale di chi li conosce personalmente, riuscendo ad andare all’interno del tessuto superficiale, restituendo ai due giovani la dignità di un sentimento così potente.


Il libro di Marianna Scarangella, in qualche modo, invita ad entrare nei panni dell’altro ed andare oltre una banale diagnosi.


“Il mio libro è l’esito di una serie di confronti” – racconta l’autrice – “con i ragazzi e con i loro genitori. Come il primo giorno indica, in verità, una vita intera. La narrazione attraversa vari ambiti: famiglia, l’amore, sport.


Quell’amore che mette le ali alla libertà, quel sentimento che, anche in quei momenti della vita in cui non si riesce ad uscire dalla paura, permette ci rende forti. Sì, perchè occorre coraggio per manifestare le proprie idee. Michele e Piera hanno realizzato il loro sogno con un’incredibile determinazione. Sono due giovani straordinari”.

 

La vita di Michele e Piera è diventata un esempio per tanti altri giovani. Proprio nel liceo dove Marianna Scarangella insegna, sono stati invitati in occasione di incontri con i giovani studenti. Incontri di divertimento e riflessione, come le sfide di cui High School Game, la gamification sui valori che coinvolge centinaia di classi di istituti superiori in tutta Italia, alla quale la scuola partecipa.

 

“Michele e Piera vivono un fortissimo sentimento che li sostiene” – dice l’autrice - “Grazie a loro ho provato emozioni che non avevo mai vissuto. La loro storia è diventata la storia del cuore perché hanno saputo donarmi l’universo intero. Il loro segreto?


Prima di tutto la spontaneità, a cui si sommano sincerità, fiducia e coraggio di sapersi vivere. La loro storia, fatta di sogni, cadute e vittorie, tra tatami di Taekwondo, piste da ballo e la forza luminosa di un sentimento intenso, va oltre a qualsiasi barriera e rappresenta una grande normalità. Il loro racconto rappresenta una testimonianza universale: la diversità come ricchezza, lo sport come riscatto, l’amore come scelta quotidiana”.


 

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