UN ABBRACCIO PER ABBATTERE LE BARRIERE
- Emilio Sturla Furno'

- 1 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min
1 Dicembre 2025
di Emilio Sturla Furnò

Abbattere le barriere si può fare anche con un abbraccio. Lo pensano i genitori dell’Associazione Agedo Roma, organizzazione di volontariato senza scopo di lucro che offre solidarietà contro il disagio causato dal rifiuto delle persone LGBTQI+ all’interno e fuori delle famiglie, attraverso un premio.
L’idea di Agedo Roma è quella di riconoscere valore a personalità e brand che si sono distinti per l’impegno sociale attraverso azioni concrete a sostegno delle politiche inclusive, in particolar modo, nei riguardi della Comunità LGBTQI+.
Giunto alla settima edizione, il Premio Abbraccio – così come l’hanno chiamato le mamme ed i papà dell’associazione – è tornato quest’anno con tutta la sua energia.
Oltre un centinaio i presenti all’evento che si è svolto negli eleganti spazi del Leon’s Place Hotel diretto da Leonardo Rossi, a due passi da Via Veneto.
Dialogo e inclusione con un semplice gesto, l’idea raccontata nel premio, perché “l’abbraccio – dicono dall’associazione
“è un gesto di tenerezza e gratitudine capace di abbattere culture e credo differenti. Ostacoli e paure si attenuano quando si viene stretti tra braccia grate e rassicuranti.
Un gesto che si trasforma in ponte tra le persone, anche quelle apparentemente più diverse, a cui l’Associazione Agedo Roma ha deciso di dedicare un riconoscimento.
Commozione ed applausi a don Andrea Conocchia, premiato per l’accoglienza nella sua parrocchia Beata Vergine Immacolata di Torvajanica, dove ogni persona è benvenuta, senza discriminazioni.
Come è successo a centinaia di persone transgender che, grazie all’aiuto del sacerdote, sono riuscite ad andare alle udienze generali di Papa Francesco e a raccontare la loro storia ricevendo il suo aiuto economico e spirituale.
Ed all’attore, regista Dario D’Ambrosi, fondatore del Teatro Patologico, dove la grande passione per il teatro si unisce all’amore per lo studio delle malattie mentali.
Premi a Luca De Simone, Responsabile dell'Area di Responsabilità Sociale della Lega Nazionale Dilettanti ed alla professoressa Paola Panarese, Associata di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, Università di Roma, per il grande contributo scientifico e didattico mirato alla promozione della cultura dell'inclusione, del rispetto sulle tematiche di genere e diversità.
“Troppi gli sguardi indiscreti di chi giudica senza conoscere” – ha detto emozionata l’attrice, regista e produttrice Michela Andreozzi, premiata per il suo ultimo film Unicorni
“Un equilibrio difficile quello tra il desiderio di essere sé stessi ed il bisogno di apparire come la società vorrebbe.
Nel film i veri protagonisti sono i genitori, un ruolo difficile in un mondo, quello di oggi, sempre più polarizzato, incapace di cogliere le infinite sfumature dell’animo umano.
Così si finisce per imporre sentenze gratuite sulla vita degli altri: basterebbe essere un po’ “normali”.
Ma a sacrificarsi, spesso, sono proprio quelli a-normali”.
Nel film di Andreozzi viene raccontata la storia di Lucio ed Elena, genitori di un unico figlio, Blu, un ragazzino di nove anni che adora vestirsi da bambina.
La regista ha trasformato, con estremo garbo e delicatezza, la storia di Blu e della sua famiglia allargata in un viaggio emotivo, affrontando con ammirevole profondità la tematica della varianza di genere.
Andreozzi, questa la motivazione del riconoscimento, ha saputo raccontare in modo molto realistico il percorso che i genitori di ragazze e ragazzi transgender affrontano, tra desiderio di assecondare e desiderio di proteggere i figli e le figlie.
Un percorso di consapevolezza e di accettazione che ci ha trovato impreparati nonostante le nostre idee progressiste. Un lavoro delicato e coraggioso, autentico, profondo e privo di retorica.
Un’occasione, il Premio Abbraccio, per ricordare che l’inclusione può passare anche attraverso il gioco come ha ricordato Emanuele Gambino, ideatore del Concorso Didattico Nazionale High School Game, che sta portando nelle scuole superiori di tutta Italia giornate formative sui cruciali temi del Bullismo e Cyberbullismo, Violenza di genere, Educazione ambientale, Sicurezza Stradale, Sport e Sana Alimentazione.
La mission del manager, premiato da Agedo Roma, è quella di educare i giovani alle differenze, all’inclusione e rispetto dell’altro diverso da sé, nonché alla sana convivenza con la natura e all’attenzione alla propria sicurezza e benessere;
una missione – come ricorda la motivazione del riconoscimento - che merita grande apprezzamento, in considerazione di quanto tali temi, in particolare bullismo e cyberbullismo, siano di estrema attualità nel nostro contesto sociale e, in particolare, negli ambiti scolastici.
“Il nostro premio è un momento di festa, ma non possiamo dimenticare tutto il dolore che ci circonda” – ha sottolineato Paola Corneli, presidente dell’associazione nel corso della manifestazione presentata dalla giornalista Rai e scrittrice Adriana Pannitteri, che cura e conduce la rubrica settimanale, TG2 Storie, i racconti della settimana
“Le manifestazioni non bastano; l'unica azione concreta e accessibile a tutti per cambiare il mondo è la gentilezza. Piccoli gesti quotidiani come un sorriso o un ringraziamento sono l'atto politico più efficace che possiamo compiere per portare cambiamento”.
L’evento – tradotto in LIS dall’interprete della lingua dei segni Don Giorgio Del Vecchio - si è concluso con le foto di rito ai premiati con il premio – un manufatto in vetro recante il cuore arcobaleno realizzato dagli studenti del Liceo Artistico Enzo Rossi di Roma - un momento di riflessione attraverso la lettura di alcuni versi di Carlo Terriaca a cura di Grazia, una mamma Agedo.
E, poi, tutti al cocktail nella sala dell’hotel per scambi di auguri attorno al grande abete decorato in rosso e oro.




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