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SIAE: le idee devono essere protette

  • Immagine del redattore: Stefano Farinetti
    Stefano Farinetti
  • 15 mag
  • Tempo di lettura: 2 min


Difendere un’opera prima, la libertà di espressione significa costruire una cultura più inclusiva, 

dove ogni autore possa sentirsi riconosciuto, ascoltato e tutelato


di Stefano Farinetti

15 maggio 



La cultura come strumento di inclusione, crescita e libertà. È questo il messaggio emerso dall’incontro al Quirinale in occasione del 145esimo anniversario della SIAE, durante il quale il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto per la prima volta nella storia i vertici della Società Italiana degli Autori ed Editori.


Un gesto simbolico ma profondamente significativo, che ribadisce l’importanza di proteggere la creatività e il diritto di ogni autore a vedere riconosciuta la propria voce. Perché tutelare un’opera non significa soltanto difendere un diritto economico, ma garantire dignità alle idee, alle storie e alle emozioni che contribuiscono alla crescita culturale e civile del Paese.


“La SIAE tutela gli autori, quindi difende, protegge e cura le esigenze della cultura e di ciò che emerge dalla creatività degli autori”, ha dichiarato Mattarella, sottolineando come il lavoro creativo rappresenti non solo un contributo alla vita culturale ed economica italiana, ma anche alla coscienza collettiva del Paese.


Il Presidente della Repubblica ha evidenziato anche la forza dei numeri che raccontano il mondo della creatività italiana: oltre 126mila autori e circa 30 milioni di opere registrate, segno di una ricchezza artistica che attraversa generazioni, linguaggi e sensibilità differenti.

All’incontro sono intervenuti il presidente della Siae Salvatore Nastasi, Caterina Caselli e Riccardo Zanotti in rappresentanza della Sezione Musica, Paolo Sorrentino per la Sezione Cinema e Diego Bianchi per la Sezione Dramma e Opere Radiotelevisive.


Presenti anche importanti personalità del mondo dello spettacolo, della musica, del cinema e della letteratura, tra cui Giuseppe Tornatore, Nicola Piovani, Marco Bellocchio, Ligabue, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Maurizio de Giovanni, Mogol, Madame, Anna Pepe, Emma Dante e Francesca Comencini.


Nel suo intervento, Mattarella ha voluto sottolineare quanto il contributo degli artisti sia fondamentale per il Paese: “Sarebbe un’Italia povera e anche triste senza il contributo che date nelle varie forme della cultura. Se il nostro Paese trova strumenti di speranza, di sostegno e anche di orgoglio, è grazie a quello che fate”.


Parole che assumono ancora più valore in un momento storico segnato da polemiche e difficoltà nel settore culturale, tra tagli e dibattiti legati al sostegno delle produzioni artistiche. In questo scenario, il tema dell’inclusività diventa centrale: dare spazio a nuove voci, sostenere le opere prime e garantire a tutti il diritto di creare significa costruire una società più aperta, consapevole e democratica.


“L’udienza concessa oggi dal Presidente Mattarella ha un valore profondo: è il riconoscimento del lavoro creativo che è all’origine di ogni opera e che troppo spesso resta invisibile”, ha affermato Nastasi, ribadendo anche l’importanza di regole chiare e trasparenti nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale e delle grandi piattaforme digitali.


“La tecnologia e l’innovazione – ha concluso – non possono prescindere dal rispetto della componente umana della creazione e dal diritto degli autori di sapere come le loro opere vengono utilizzate”.


Un messaggio forte che guarda al futuro, mettendo al centro non solo la tutela delle opere, ma soprattutto il diritto universale di ogni persona a trasformare la propria idea in cultura, identità e memoria collettiva.

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