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Mestieri oltre il genere: le ragazze dei muretti a secco

  • Immagine del redattore: Emilio Sturla Furno'
    Emilio Sturla Furno'
  • 27 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

 

Aprile 2026

 

di Emilio Sturla Furnò


 

Fazzoletti di terra coltivata affacciata sul mare. Piccoli scrigni preziosi della Riviera Ligure cintati da lunghe file di pietre, incastrate perfettamente tra loro, esempio di forza, pazienza e resilienza. I muretti a secco – eleganti divisori tra le terrazze coltivate in Liguria - sono considerati, oggi, una vera a propria arte da non perdere, oltre che un necessario mestiere antico.


E, soprattutto, una nuova opportunità per imparare e svolgere un lavoro, senza più distinzioni di genere.

 

Nel corso di Manutenzione Verde de Il Villaggio del Ragazzo la lezione dedicata alla realizzazione dei muretti a secco si svolge nell’entroterra, a Castiglione Chiavarese, in un terreno che l’ente di formazione al lavoro fondato da Don Nando Negri nell’immediato dopoguerra, utilizza come classe di studiano una sorta di aula a cielo aperto sul Golfo del Tigullio, dove ogni anno tanti allievi ed allieve apprendono i segreti del lavoro.


Sempre più i giovani, infatti, vogliono trasformare la passione per la natura in una professione concreta: la cura degli alberi, delle piante e degli spazi verdi.

 

Si tratta di un percorso formativo che ha aperto le porte ad un settore fondamentale ed in crescita: il verde urbano e la manutenzione del patrimonio naturalistico.

 

Un lavoro che ha suggestionato anche la curatrice e conduttrice di Tg2 Storie – la giornalista e scrittrice Adriana Pannitteri – che ha voluto raccontare, nella rubrica settimanale in onda su Rai 2, la storia di due giovani donne che hanno scelto di seguire il corso ed intraprendere un lavoro, fino ad oggi ,di appannaggio prettamente maschile.

 

Nel servizio tv realizzato dal giornalista Rai Oscar Puntel – con le riprese di Lorenzo Battilana - le abbiamo viste all’opera mentre mostrano quest’arte così antica e, nello stesso tempo, così attuale.


Cinzia Marangia, ex parruccchiera e Paola Castruccio, ex commessa di un panificio, hanno lavorato con disinvoltura e competenza scegliendo, di volta in volta, questa o quella pietra, per arrivare all’incastro perfetto, sotto l’occhio vigile di Carlo Massone Baldassare, insegnante del corso Manutenzione Verde del Villaggio.

 

Solo ed esclusivamente pietre” – hanno spiegato Cinzia e Paola – “perché i muretti devono sostenersi da soli.


Anche una piccola pietra può svolgere il suo lavoro nell’incastro perfetto. Ci rendiamo conto che il fatto che ci siano anche donne a svolgere questo mestiere possa far clamore. Ma i tempi sono cambiati.


Non dovete includerci perché siamo donne, né escluderci perché lo siamo”.


 

L’armonia, dunque, è rappresentata dall’incastro delle pietre, anche quelle apparentemente inutili. Ennesima riprova che non bisogna fermarsi alle apparenze e giudicare superficialmente.


Un lavoro certosino che, grazie alla formazione, può trasformarsi in un’occasione di collocamento o permettere di voltare pagina, trovando una nuova occupazione.

 

Cinzia e Paola sono donne che hanno scelto di rilanciarsi nell’ambito professionale; un percorso importante per conoscere meglio se stesse.


Il lavoro insegnato dall’ente di formazione rappresenta, pertanto, anche un’opportunità per intraprendere una professione da svolgere all’aria aperta, in totale contatto con la natura, lontano dai ritmi della città.


Un lavoro, per molti, curioso e, forse, fuori moda, ma così necessario per il territorio; una di quelle attività che rientra nel perfetto spirito de Il Villaggio del Ragazzo, in quella formazione che può offrire nuove visioni e sicurezza, anche per le persone fragili.

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