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Brotti Manuela Zero porta in scena fragilità ed imperfezione per essere unici e liberi

  • Immagine del redattore: Emilio Sturla Furno'
    Emilio Sturla Furno'
  • 31 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

 


 31 marzo

 

 

di Emilio Sturla Furnò


Fragili, imperfetti, ma liberi. 


Manuela Zero – autrice ed interprete di successo – torna a teatro Brotti! E non ridere che sei come loro”, scritto a quattro mani con Davide Santi che ne cura anche la regia e che, con l’attrice, ha firmato le musiche e gli arrangiamenti. Nel progetto teatrale – che si tiene all’OFF/OFF, il piccolo teatro di Via Giulia nel cuore della Capitale dal 31 marzo al 2 aprile - Manuela Zero inserisce anche la musica dal vivo: al violino Cecilia Drago, al violoncello Lucia Libassi e alla chitarra Martino Panna per dare una nuova vita allo spettacolo che ha debuttato proprio all’OFF/OFF prima di girare in tour in tutta Italia ed approdare su orizzonti digitali.

 

Atmosfere magiche impreziosite dalle luci di Umberto Fiore, in cui sono fuse prosa, musica e danza, per ricostruire affreschi di uomini, donne Libertine protagoniste delle loro storie, persone brutte e rotte, spesso mal funzionanti e utili solo a strapparci un sorriso ma senza mai scherzarci troppo, perché in tanti di loro ci si può anche specchiare.

 

Un progetto innovativo, prodotto da Daniele Lizambri, che veicola concetti controversi e indaga sulle contemporanee psicosi e falle sociali con cui Manuela Zero si è meritata il Premio Amnesty International 2025 per il personaggio di Marì, una delle donne raccontate nel suo “Brotti”.

 

Si tratta di un’edizione straordinaria rivisitata, che farà tappa per la prima volta anche a Milano, al Teatro Parenti il 25 e 26 aprile, in attesa di “Brotti 2”, secondo atto in lavorazione per la prossima stagione teatrale.

 

"Brotti! E non ridere che sei come loro" è uno spettacolo magico e innovativo che fonde prosa, musica e danza per raccontare le storie di uomini e donne abitanti di una surreale penisola sorrentina fuori dal tempo.


Questi personaggi, maschere sottili di una tradizione inesistente, portano i segni degli urti della vita, che li hanno resi "brutti e rotti". Attraverso la loro imperfezione, il viaggio esplora il caos dell’esistenza moderna, rivelando un legame segreto tra l'antico e il presente. Lo spettacolo celebra la bellezza nascosta nell’imperfezione umana nella sua forma pura e naturale.


Questo spettacolo rende sacro ciò che è difettoso, mettendo in luce le fragilità umane come una forza poetica e universale. Le vite dei protagonisti si snodano su un tessuto musicale raffinato, rigorosamente dal vivo, che accompagna i gesti e i pensieri dei protagonisti, interpretati da Manuela Zero, creando un ponte tra l'intimo e il collettivo.

 

Livio Maschiovero, racconta gli uomini ed il loro universo, uomini che devono nascondere il loro lato sensibile per mostrarsi forti ed adatti ad un mondo maschile machista. Marí (vincitrice del Premio Amnesty International) è il racconto di una donna attraverso le parole del suo compagno, il suo compagno violento, è una storia che racconta un amore che sembra amore ma non lo è.

 

 

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